Una recente pronuncia giurisprudenziale in materia di diritto di famiglia ha ribadito un principio fondamentale riguardo il riconoscimento dell’assegno divorzile: la semplice differenza di reddito tra gli ex coniugi non è un motivo sufficiente per ottenerlo.
Il principio della prova stringente
Per poter ottenere il riconoscimento dell’assegno divorzile, non basta evidenziare uno squilibrio economico tra le parti. Il coniuge che ne fa richiesta è tenuto a fornire una prova stringente, basata su allegazioni precise e puntuali, che dimostri come la propria situazione economica svantaggiata sia la diretta conseguenza di scelte concordate durante il matrimonio (come rinunce professionali o sacrifici fatti per la famiglia). Senza questo nesso di causalità tra la vita coniugale e l’attuale condizione di svantaggio, la richiesta non può essere accolta.
La funzione assistenziale, compensativa e perequativa dell’assegno
La giurisprudenza riconosce all’assegno divorzile non solo una finalità strettamente assistenziale (rivolta a garantire l’autosufficienza economica del coniuge più debole), ma anche una funzione compensativa e perequativa.
Questo significa che l’assegno serve a valorizzare il contributo effettivo fornito dal richiedente alla formazione del patrimonio familiare e comune, nonché alla crescita della famiglia stessa, spesso a scapito delle proprie opportunità di crescita professionale e lavorativa.
L’importanza delle allegazioni specifiche
Nelle aule di tribunale, non è sufficiente presentare una generica panoramica della propria situazione finanziaria. Il coniuge istante deve allegare:
- Documentazione fiscale dettagliata.
- Prove di eventuali rinunce a carriere, trasferimenti o occasioni di lavoro accettate per favorire la vita familiare o la carriera dell’altro coniuge.
- Un’analisi comparata delle condizioni economiche prima, durante e dopo il matrimonio.
La mancanza di questa attività di allegazione puntuale rende la domanda inammissibile o destinata al rigetto, proprio in virtù del rigore imposto dai giudici nei procedimenti di divorzio.
Il rischio della restituzione (ripetizione dell’indebito)
Un aspetto di grande rilevanza riguarda le conseguenze economiche nel caso in cui l’assegno venga prima concesso e successivamente revocato.
Diretta conseguenza della revoca dell’assegno divorzile, è il diritto per l’altro ex coniuge alla ripetizione dell’indebito. Questo significa che, avendo il coniuge percepito le somme in modo non dovuto, sarà tenuto a restituirle, configurandosi a tutti gli effetti un indebito oggettivo.
Punti Chiave
- No alla disparità automatica: La sola differenza di reddito non giustifica l’assegno.
- Obbligo di prova: Spetta a chi richiede l’assegno dimostrare il legame tra le difficoltà economiche e le scelte compiute durante il matrimonio.
- Funzione compensativa: L’assegno valorizza i sacrifici professionali fatti per la famiglia.
- Restituzione delle somme: La revoca dell’assegno per difetto di prova fa scattare l’obbligo di restituire quanto percepito indebitamente.
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