La Corte di Cassazione è intervenuta con una decisione – ordinanza n. 25014/2026 – che ridisegna i confini della responsabilità di Poste Italiane in merito alla gestione dei buoni fruttiferi postali, focalizzandosi in particolare sul valore del foglio informativo e sulla portata delle proroghe collegate al periodo pandemico.
La natura del foglio informativo e l’esclusione del risarcimento
Un aspetto centrale della pronuncia riguarda la pretesa risarcitoria avanzata dai risparmiatori in seguito alla mancata consegna del foglio informativo analitico al momento della sottoscrizione dei titoli.
La Suprema Corte ha stabilito con chiarezza che la mancata consegna del foglio informativo all’investitore non fa scattare il diritto al risarcimento nel caso in cui ci sia prescrizione. A differenza di quanto avviene nei normali servizi d’investimento finanziario, i documenti informativi dei buoni postali non hanno la funzione di colmare un’asimmetria informativa complessa, bensì svolgono una funzione ricognitiva e riepilogativa di un rapporto già regolato dai decreti ministeriali istitutivi (pubblicati in Gazzetta Ufficiale e legalmente conoscibili). Di conseguenza, non essendovi un nesso causale tra l’omissione del documento e la perdita del diritto, la richiesta di risarcimento del capitale non può trovare accoglimento.
Termine della prescrizione e proroghe Covid-19
Il secondo pilastro della decisione riguarda il computo della prescrizione per quei titoli la cui scadenza si collocava nel pieno dell’emergenza sanitaria.
I giudici hanno chiarito che, per i buoni fruttiferi postali i cui termini di prescrizione cadevano durante l’emergenza COVID, ai fini della prescrizione occorre considerare, per gli ulteriori due mesi concessi per la loro riscossione, la data del 31 luglio 2021 (stabilita dall’art. 11 del d.l. n. 52/2021), che rappresenta l’ultima proroga effettivamente prevista dal legislatore per questa specifica categoria. I decreti successivi, infatti, non hanno esteso ulteriormente tale regime di favore, rendendo tardivi eventuali atti interruttivi posti in essere nei mesi autunnali dello stesso anno.
Conclusioni
La Suprema Corte ha così ristretto le maglie sia delle tutele emergenziali sia delle pretese risarcitorie connesse agli obblighi di informazione cartacea, offrendo un quadro interpretativo rigoroso che rimette in discussione il contenzioso pendente.
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